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Cosa c'è da vedere

La Piazza Matteotti

I lavori di ristrutturazione della Piazza, terminati nel 1990, hanno compreso il rifacimento della pavimentazione, il recupero delle facciate prospicienti e la sua pedonalizzazione. L’ambito della Piazza è delimitato dalla cortina degli edifici ad essa prospicienti, fra i quali la Chiesa Parrocchiale e l’Antico Mulino Montecuccoli, che costituiscono le due emergenze architettoniche che maggiormente strutturano lo spazio e rivestono il ruolo di simboli della memoria storica del luogo

Due elementi a forte connotazione simbolica e monumentale sono stati evidenziati da questo progetto di riqualificazione della Piazza di Merano: l’acqua ed il verde. Il primo, correlato alla presenza del Canale Montecuccoli che scorre al di sotto del vecchio mulino, e rappresentato da un ”segno d’acqua” che uscendo dal portico attraversa longitudinalmente la piazza e confluisce nella “grama” (la famosa fonte di Marano), riproponendo così anche all’esterno dell’edificio le ricche suggestioni visive e sonore percepibili all’interno. Il secondo elemento è rappresentato da un unico grande albero collocato al centro della piazza, che assume in questo contesto costruito un evidente carattere monumentale e vuole simboleggiare il forte legame fra ambiente naturale ed ambiente antropizzato.

         

Piazza Matteotti

This square was restored in 1990 with a new pavement and renovated facades on the buildings opening onto it. There is a canal that comes from under an old mill  and runs through this square, flowing into the famous Marano fountain.

Chiesa parrocchiale di S.Lorenzo

Sulla facciata, completata nel 1913 e restaurata nel 1963, si aprono due nicchie con le statue di S. Lorenzo e S. Rocco, patroni delle chiese preesistenti, andate distrutte. Qui è venerata un'immagine della Madonna delle Grazie o del Trebbo, (affresco del XV sec.) la cui presenza documentata fin dal 1643.

In un fondo impreziosito dalla presenza di un tessuto bordato da lettere arabe e decorato da astri finemente miniati, spicca la figura della Vergine nell’atto di offrire una rosa al Bambino. La Madonna è colta nella sua dimensione regale, cui conferisce elegante dignità l’ampiezza delle vesti dal sinuoso e ricco panneggio. La rosa, regina tra i fiori, simbolo denso di significati nella cultura gotico-cortese, segna qui la bellezza gentile e perfetta riservata alla Madre del Dio fatto uomo. La qualità dell’affresco permette attribuzioni, in corso di studio, a grandi maestri del tardo gotico di ambito estense. Il Cristo Nero (metà del sec.XV): nel maggio 1797 il prevosto di Marano, in occasione delle soppressioni degli ordini religiosi, acquistò un crocefisso in legno d’ulivo proveniente dalla Chiesa degli Scalzi di Modena. A tale crocefisso il popolo di Marano, per la secolare patina scura che lo ricopriva, attribuì ben presto il nome di ”Cristo Nero”, facendolo oggetto di particolare venerazione. Ogni sette anni si celebra una grande festa in onore di questa immagine che è ritenuta miracolosa. Un recente restauro ha portato alla luce la laccatura originale della scultura e ne permette oggi la lettura in tutta la sua straordinaria forza drammatica. Presso la stessa chiesa, in sagrestia, il dipinto di S. Lorenzo di Adeonato Malatesta che è lo stendardo processionale della parrocchia ed una ricchissima dotazione di arredi sacri e paramenti. Tra questi, di eccezionale bellezza è un parato in terzo in seta ricamata del primo Settecento. Il campanile a base quadrata fu eretto nel 1810; recentemente restaurata nella stabilità del sistema portante della parte sommitale del cono di copertura, costituito da una volta a crociera in muratura di mattoni con sovrastante cono di copertura rivestito in rame.

 

 

St. Laurence’s Church

This church  houses a fresco from the 15th century which has been declared one of the masterpieces of the late Emilian Gothic period.

 

 

L’antico mulino Montecuccoli (ex centrale Enel)

L'edificio, adibito a mulino, negozi, residenze risale probabilmente al 1600. La prima documentazione scritta consiste in un contratto tra Marano e Campiglio per il prelevamento dell'acqua del canale che passa al suo interno. Dal Canale di Marano si ha una prima documentazione scritta risalente al 1319. Lungo circa 15 km (da Marano a Vignola), con un dislivello di circa 20 m, il Canale di Marano viene alimentato dal fiume Panaro, così come altri 3 canali: il Canale San Pietro (Vignola- Modena), il Canale Torbido (Savignano-Crevalcore) ed il canale Diamante (Spilamberto-Modena). Nel 1907 l'edificio divenne anche sede della centrale elettrica, mentre continuava ancora a funzionare il mulino fino al 1916. Nel 1923 venne acquistato dalla Società Emiliana per l'Energia Elettrica per poi passare all'ENEL nel 1963, che utilizza le apparecchiature fino al 1973. Da quella data il fabbricato perse quasi completamente le sue caratteristiche funzionali; nel 1987 viene acquistato dal Comune di Marano che ne cura il recupero ripristinando, tra l'altro, il bel porticato con archi a sesto ribassato e volte a vela che era stato tamponato negli anni '70. I locali del primo piano sono destinati dal 1994 alle sale del “Museo di ecologia e storia naturale di Marano” mentre quelli del piano terra ospitano il Centro di Documentazione “Energie di un Territorio” appena inaugurato che si propone di far conoscere le risorse ambientali del territorio tra Panaro e Samoggia, realizzato nell’ambito del progetto.

The Old  Montecuccoli Mill

This was probably built in the 17th century, while the first records we have  of the canal that runs through it date back to 1319. In 1907 this building was used to house the town electricity plant. In 1987, it was bought by the township of Marano, and today the first floor is used as the “Museum of Marano’s Ecology and Natural History.

Marano “Vecchio”

La parte antica di Marano si sviluppa verso il colle con case di aspetto medioevale, sporti lignei e tabernacoli con affreschi, oltre a finestre ad arco gotico ornate di cotti. Alcune costruzioni sono state recentemente restaurate e ristrutturate ed in parte è stata ricreata la suggestione di un luogo di notevole interesse storico e paesaggistico. Qui è l’Oratorio di S.Antonio da Padova, da ritenersi del XVI sec. ed un vasto fabbricato chiamato “il convento”, una villa del XVIII sec. che ha sul tetto un campanile a vela. Alla sommità del colle il Castello dei Montecuccoli, del quale oggi rimangono solo alcuni resti delle mura della rocca visibili dalle pendici del colle, rivestito da un bosco rigoglioso. Fino a qualche anno fa era ancora visibile la “camera”, con soffitto a volta, che alcuni identificavano con un ambiente per la conservazione dei cibi, altri con una prigione. La tradizione popolare vuole che nei sotterranei esistesse un passaggio segreto che collegava direttamente il castello al paese.

“Old Marano”

 This historical part of town is located near the hills, with medieval-type houses. Among the most interesting to visit is St. Anthony of Padova’s Oratory (16th century) and a vast building called “the convent” (18th century).

 

Casona        

Posta ai margini della strada provinciale Fondovalle, in prossimità della confluenza del Rio Torto col fiume Panaro, fu probabilmente in antichità, una sosta o presidio romano. Oggi consta di numerosi fabbricati di recente costruzione. Di una certa rilevanza storica è il fabbricato denominato ”Antica Locanda della Casona” che richiama elementi tipologici 700-800eschi, ed una torretta in laterizio e sasso un tempo adibita a fornace per la calce. L’impianto sportivo offre attrezzature per il pic-nic e per il tempo libero immerse nel verde dell’ambiente fluviale.

 

Casona

This was probably a rest stop in olden time, situated along the road near where the Torto River flows into the Panaro.

Denzano

A soli 7 km dal paese, sopra un poggio ricoperto di ginestre, nella pace dei prati, sorge Danzano.

Anticamente fu sede di un castello, di cui resta soltanto una torre quadrata del sec.XI (priva di coperto), alta circa una quindicina di metri con perimetro murario misto, segno delle risorse del luogo, ricco di depositi argillosi, adatti alla fabbricazione del laterizio. All’interno del castello esisteva una chiesa che fu successivamente ampliata e dedicata all’Assunta, divenendo Chiesa Parrocchiale. Della primitiva costruzione è attualmente visibile solo l’abside, in stile romanico, risalente al XII sec. (uno degli esempi di maggiore interesse del romanico nell’Appennino Modenese) e concepita ispirandosi ad un famoso prototipo, il Duomo di Modena. Su un robusto basamento, in conci squadrati e regolari si elevano quattro semicolonne addossate ad altrettante lesene. Individuando tre spazi conclusi da archi ciechi che sono suddivisi a loro volta in tre archetti pensili sostenuti da originali mensole decorate da sculture antropomorfe. La comparsa di tali teste  umane al posto degli animali fantastici e dei mostri, tipici delle costruzioni più antiche, giustificano la datazione dell’abside al periodo più avanzato del romanico e permettono di ipotizzare l’attribuzione ad un allievo della scuola di Lanfranco, artefice della cattedrale modenese. All’ interno della chiesa, la cui navata fu ricostruita agli inizi dell’600, si segnalano un pregevole fonte battesimale cinquecentesco in arenaria, un prezioso organo del Settecento ed i paliotti in scagliola dell’altare maggiore e degli altari laterali. Sui due versanti della collina gli appassionati di mineralogia possono trovare cristalli di gesso dalla conformazione quasi perfetta.

Nella vallata del Rio Faellano si estende una vasta pineta di pino silvestre, forse retaggio in Emilia di una vegetazione caratterizzata da un clima più rigido.

         

Denzano

This village stands on a hilltop covered with juniper trees about 4 miles out of town. There used to be a castle here, although all that remains of it is the square tower from the 11th century.

 

Festà  

Vi si giunge dal fondovalle, per ripidi tornanti. La sua posizione, quasi a picco sulla valle del Panaro, ne fece la sede di un’importante roccaforte in età medioevale. Oggi rimangono parte delle mura ed una torre, alta una ventina di metri, adibita a campanile. La chiesa, che occupa il luogo dell’antico castello è dedicata alla Natività della Vergine. Di stile neoclassico è composta da una navata centrale e da una sola navata laterale, nel coro un bellissimo dipinto “Natività di Maria” di un pittore modenese di scuola neoclassica. L’altare maggiore in scagliola è del 1778. Aggrappato al colle, sotto la chiesa, un complesso di edifici in pietra chiamato Casa Rastelli: le cornici delle finestre sono in cotto, il portico-fienile ha colonne in sasso ed orditura in legno scolpito. La primitiva funzione di casa-torre è attestata dalla pianta quadrata della colombaia. Sulla strada principale, a pochi passi dal cimitero, è l’ Oratorio di S. Rocco, edificato nel 1890 sull’area dell’antica chiesa e voluto dai devoti in segno di riconoscenza per essere stata Festà risparmiata dalla peste che nel 1630 colpì tutto il Frignano. A circa 1 km dal paese, proseguendo per

una strada che si stacca dalla provinciale, si arriva alla “SALATA” dove si può ammirare un bellissimo esemplare di architettura rurale del XVI secolo abbastanza ben conservato, il “Palazzotto”.Intorno alle finestre sono le tipiche decorazioni in pietra e sotto la spiovenza del tetto appaiono, piuttosto malridotti, gli affreschi della facciata. Dalla ricchezza dei decori si rileva la potenza degli antichi residenti: un ramo dei Malatigni. Di fronte ad esso si trova un importante costruzione a tre piani, una robusta TORRE, un tempo posta a difesa del Palazzotto e sede di guarnigione. In passato ne esisteva un’altra con ponte levatoio.

Casa Bernardoni: sono costruzioni originarie del XVI secolo, in pietra, con verande, porticati, scale interne, portali e cornici scolpiti. In uno degli architravi è incisa una rosa a sei petali con monogramma di Cristo “IHS”.

         

 

 

Festà

This was an important fortress during the Middle Ages because of its strategic position overlooking the Panaro River valley. There is a church on the spot where the castle used to be.

Ospitaletto           

Posta fra campi coltivati, deriva il suo nome dall'antico Ospedale de Garamolis che, situato nei pressi di una fonte di acque salsoiodiche, esisteva fin dal Medioevo. Oggi si può visitare la monumentale Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Egidio Abate, terminata negli anni Trenta e ispirata alle basiliche romaniche. Il pronao e il pavimento sono stati compiuti nel 1959; sopra la porta di ingresso “Adorazione dei Magi”, notevole tela del tardo Seicento di scuola classicheggiante bolognese, nel presbiterio, l'organo del XVIII secolo, in sagrestia buona mobilia seicentesca, arredi e pavimenti sacri, oltre a diversi dipinti. Di interesse la Madonna del Rosario, un S. Carlo Borromeo del XVII secolo, recentemente restaurati, un S. Egidio ed una S. Caterina di epoca seicentesca.

Sempre a Ospitaletto, in località Spino, lungo la strada che porta a Rivara, in mezzo ad un campo, sono le salse o “bombi” emissioni di idrocarburi allo stato liquido e gassoso. Il nucleo del borgo di Rivara è costituito da una casa-torre con colombaia del XVI secolo e con adiacenze del XVII secolo. Le decorazioni sono in cotto e in pietra. Nella vicinanza vi è un complesso simile: Cà Pasquini, con torre cinquecentesca. In località La Lama sono i ruderi di una torre-vedetta del XVI secolo, ribassata in epoca successiva, attorno alla quale si formò il borgo (del XVII secolo), con case a corte chiusa, a loro volta presumibilmente recintate. Bella torre di osservazione con colombaia del seicento, con rilievi in cotto, è invece il Posticcio. Le aggregazioni successive risalgono all’ ottocento e novecento.

         

Ospitaletto

This village lies among fields, and gets its name from the old  Garamolis Hospital, which was already in existence in 1449. The parish church houses an interesting painting from the 17th century, called “Our Lady of the Rosary”.

 

 

Rodiano

Antico insediamento di epoca romana, ubicato sulla strada provinciale, il Borgo di Rodiano presenta un edificio ottocentesco di un certo interesse con archi e portale di pregevole fattura. Insolito l’edificio adibito a porcilaia strutturato curiosamente su tre piani con ballatoio. Nei pressi è Prodiera, antica stazione di posta per cambio cavalli in età romana, ha subito varie modifiche; un loggiato è del cinquecento, l’altro è ottocentesco, i portali e le finestre sono in pietra, con cornici decorate. Analoga tipologia presentano le case-torre con colombaia di Cà Misley presso Rodiano e Casa Blù vicino ad Ospitaletto.

Rodiano

This was an old Roman settlement. Prediera, an old rest stop for changing horses in Roman times, is near here.

 

Il Colombarone o Villa Montecuccoli

Nelle immediate vicinanze del paese è il “Colombarone” residenza di campagna dei nobili Montecuccoli, da quando nel 1630 Marano passò sotto la loro giurisdizione. Si tratta di un grande complesso padronale-agricolo di epoca rinascimentale, composto da diversi corpi di fabbrica, fra cui la grande torre a colombaia (da cui il nome) sovrastante un loggiato con pilastri ed archi a tutto sesto. Soprattutto le finestre e le bifore, di gusto neo-romanico, denunciano l’ eclettismo degli interventi delle ristrutturazioni ottocentesche. Numerosi gli stemmi e gli emblemi dei Montecuccoli.

        

foto Domenico Marchi

Colombarone o Villa Montecuccoli

This house contains numerous emblems and the coats of arms of the Montecuccoli  family. It is near the village “Colombarone”, which become country home of this nobile  family when Marano come under their rule.

foto Domenico Marchi

Villabianca  

E’ posta in un passaggio molto suggestivo, percorso da calanchi.

Il borgo era ricordato nel X secolo e la chiesa parrocchiale di S. Geminiano risulta una ricostruzione, pur modesta, del XIX secolo con moderno campanile a cuspide.Nel coro una piccola tela raffigurante S. Geminiano, opera di Francesco Fussi del 1754, recentemente restaurata. In sagrestia, altra tela di S. Geminiano copia del Guercino e due tele di S. Antonio e Santi e Madonna del Rosario del XVII secolo. L’ampia vista panoramica allieta la sosta alla rinomata Osteria Tagliazucchi dove si possono gustare oltre al buon vino della zona, ottimi piatti di cucina tipica e casalinga.

         

Villabianca

In the midst of a picturesque landscape, this village dates back to the 10th century. St Geminiano’s church was built in the 14th century.

 

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Primo inserimento del 31/05/2017 -- Ultimo aggiornamento del 31/05/2017 ore 12:35 -- N° visioni: 1.430 - Stampa


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